martedì 28 aprile 2009

Strani pensieri ruotano nella mia testa. Solo tanta voglia di capire, solo tanta voglia di sapere se sono cambiata io, se è il mio essere che non si intona con quello degli altri oppure sono gli altri che vedono in me un qualcosa che io non sono.
Boh, in questo periodo farsi strada tra le persone, conoscerle ed essere quella che sono sta diventando una strada in salita, una salita quasi del 70%, segnalata da un triangolo bianco all'interno e dal bordo rosso all'esterno.
Gli interessi in comune sono pochi, non si frequentano gli stessi posti e si hanno esperienze di vita differenti, ma è proprio questo che fa diventare una persona interessante, da conoscere per potersi confrontare e discutere di tante cose.
Ma ultimamente, sembra che ciò dia fastidio, sembra che il mio modo di condurre la vita, tra svariati impegni, sia quasi un limite o un problema per le persone che mi stanno attorno, non parlo del mio ragazzo, che povero cerca in tutti i modi di stare dietro a me nei pochi momenti che ho da dedicargli, su di lui non c'è proprio nulla da obiettare, anzi, forse è lui che avrebbe tutto il diritto di lamentarsi.
Vorrei tanto sapere come mi vedono alcune persone, perchè a volte l'impressione che ci si fa non è quella giusta.
Detto ciò vi saluto.
Un abbraccio Sabry

martedì 21 aprile 2009

Così il piccolo principe addomesticò la volpe.E quando l'ora della partenza fu vicina:"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò"." La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"" E' vero", disse la volpe." Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe." Ma allora che ci guadagni?"" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".soggiunse:" Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo"."Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto".Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose."Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse." Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre.Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo".E le rose erano a disagio." Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe." Addio", disse."Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"." L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo." E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante"."E' il tempo che ho perduto per la mia rosa…" sussurrò il piccolo principe per ricordarselo." Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare.Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…" " Io sono responsabile della mia rosa…." Ripetè il piccolo principe per ricordarselo...
questo capitolo mi fa sempre un bellissimo effetto ogni volta che lo leggo...
un abbraccio sabry