Io vorrei conoscere di persona gli ideatori della pubblicità degli assorbenti femminili. Secondo me sono tutti uomini. E sostanzialmente pazzi. Io non mi do pace. Cercate di fare mente locale. Secondo loro, noi donne, durante tutto il mese non facciamo niente. Al massimo quattro salti in padella. Ma in quei giorni, ci parte una vena e facciamo nell'ordine: la ruota in palestra, la finale di un torneo di pallavolo, ci aggrappiamo ad un semaforo e facciamo la giravolta, balliamo il tango, lanciamo gavettoni, si incastra una merda di aquilone su un albero e saliamo noi su una scala a riprenderlo, saltiamo persino di schiena in ascensore per specchiarci di dietro e verificare che non ci siano tracce sospette (avendo noi messo, naturalmente, un bel paio di pantaloni bianco latte. Perchè siamo cretine.) Ma non è orribile? Non è assolutamente brutto da vedere? Qualche anno fa ci facevano anche buttare da un aereoplano con un assorbente tra le sgrinfie, ma, grazie a Dio, ci hanno fatto perdere questa cattiva abitudine. Il problema comunque è stato presto risolto. Da paracadutiste siamo diventate centaure. Eh sì. Se ci gira prendiamo l'assorbente e ci saltiamo sopra. Come in moto (di media o alta cilindrata, dipende dal flusso). C'è invece chi, in quei giorni, fa la restauratrice. " E va de qua, e va de là, e fa er giro girotondo..." ma l'importante è che mette l'assorbente con le ali vive. Che impressione...Ci vogliono far credere che sto robo ha a che fare con un uccello, ma lo sappiamo che non è la stessa cosa. Cosa dirà la LIPU? Ma io mi chiedo: questi signori qui l'hanno mai guardata davvero una donna in quei giorni? Suppongo di sì. E allora perchè non avvicinarsi alla realtà ed ammettere una delle poche verità consolidate? Le donne in quei giorni stanno male. A meno che non si gonfino di pillole naturalmente. Starebbero tutto il giorno a fare la muffa sul divano, bere tisane e leggere "Torino Sette". Non fossero che devono alzarsi per andare a lavorare non muoverebbero un alluce! Non hanno neanche la voglia di scendere a fare la spesa, figuriamoci di sfinirsi in palestra. Ma incaponirsi è inutile. D'altra parte per anni ci siamo fatti consigliare un formaggio molle da una coreana pur sapendo che da quelle parti non esistono nemmeno le mucche, figuriamoci se è il caso di insistere! E' come se chiamassero me a fare la pubblicità del sushi nell'emittente nazionale di Tokyo.
(Luciana Litizzetto)
venerdì 29 febbraio 2008
mercoledì 27 febbraio 2008
lunedì 25 febbraio 2008
giovedì 14 febbraio 2008
sete di te mi incalza nelle notti affamate.
tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
sete di metallo ardente, sete di radici avide.
verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei, attendendoti allora.
sei pieno di tutte le ombre che mi spiano.
mi segui come gli astri seguono la notte.
mia madre mi partorì piena di domande sottili.
tu a tutte rispondi. sei pieno di voci.
àncora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
solco per il torbido seme del mio nome.
esista una terra mia che non copra la tua orma.
senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
come poter non amarti se per questo devo amarti.
se questo è il legame, come poterlo tagliare, come.
come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa
sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
gli occhi hanno sete, perchè esistono i tuoi occhi.
la bocca ha sete, perchè esistono i tuoi baci.
l'anima è accesa di queste brage che ti amano.
il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
di sete. sete infinita. sete che cerca la tua sete.
e in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.
(P. Neruda)
Iscriviti a:
Post (Atom)

